
Google ha introdotto di recente il filtro multimodale in Search Console, uno strumento dedicato a chi gestisce cataloghi prodotti e vuole capire quanto traffico arriva da ricerche visive. Se il tuo ecommerce riceve visite da Google Lens, Circle to Search o ricerca per immagini, questo filtro ti permette finalmente di misurarle e ottimizzarle. Non è più un dato invisibile: il traffico c'è, e adesso puoi vederlo.
Il filtro multimodale separa le ricerche visive dalle ricerche testuali tradizionali. Significa che puoi rispondere a domande concrete: quanto traffico viene da chi fotografa un prodotto con il telefono? Qual è il tasso di conversione da Circle to Search? Quali immagini del tuo catalogo attirano più clic? Fino a pochi mesi fa, questi dati erano mescolati insieme. Ora puoi isolarli e decidere se investire di più nella SEO delle immagini.
In breve: il filtro multimodale in Search Console mostra il traffico che arriva da Google Lens, Circle to Search e ricerca per immagini. Per accedervi vai al report "Rendimento" e seleziona "Multimodale" dai filtri. L'utilizzo è identico agli altri rapporti: analizza le query visive, verifica quali immagini generano clic e CTR, identifica le opportunità di ottimizzazione. Non è obbligatorio utilizzarlo, ma per ecommerce, marketplace e cataloghi prodotti è diventato essenziale capire questa componente del traffico organico.
Il filtro multimodale si trova nel report "Rendimento", la sezione principale dove leggi impressioni, clic e CTR. Non è nascosto in un menu complesso: compare tra le opzioni di filtro, insieme a "Web", "Immagini", "Video" e "News".
Se non vedi ancora il filtro, verifica due cose. Prima: hai accesso come proprietario della Search Console property, non come utente con permessi limitati. Seconda: l'elenco proprietà è aggiornato e contiene almeno un mese di dati. Google ha distribuito il filtro a fasi, quindi potrebbe non essere visibile se la property è stata creata di recente.
Per attivarlo non serve nessun setup tecnico. Non c'è un tag speciale da aggiungere al sito, non devi fare richieste API: Google legge automaticamente le immagini già presenti sul tuo sito e su Google Immagini. Una volta che il filtro appare, è pronto all'uso.
Quando selezioni "Multimodale", il report mostra query e pagine che hanno ricevuto clic da ricerche visive. La colonna "Query" non contiene parole, ma descrive come l'utente ha cercato. Vedrai diciture come "Ricerca per immagini: [descrizione]" oppure "Circle to Search: [object detected]". Google non rivela la foto esatta che l'utente ha caricato, ma ti dice il tipo di ricerca e il contesto.
Le metriche restano le stesse: impressioni (quante volte il tuo sito è apparso in un risultato visivo), clic (quanti utenti hanno toccato il risultato), CTR (percentuale di click-through). La differenza sostanziale è che questi numeri riguardano esclusivamente traffico visivo, non ricerche digitazione.
Presta attenzione al CTR da ricerche multimodali. Spesso è più basso rispetto alle ricerche testuali, perché l'utente sta già guardando un'immagine e deve essere più convincente portarlo al clic. Se il tuo CTR multimodale è sotto il 2%, è un segnale che le tue pagine prodotto potrebbero non comunicare il valore visivo con chiarezza.
La sezione "Pagine" ti mostra quali URL ricevono più clic da ricerche visive. Accanto scopri il numero di impressioni e il CTR specifico della pagina. Se una pagina di categoria riceve molte impressioni ma pochi clic, potrebbe significare che i visitatori trovano la foto interessante, ma la struttura della pagina o il testo non li convince a entrare.
Google Lens funziona in due modi: l'utente fotografa un oggetto fisico (una scarpa, una lampada, un indumento) e cerca il prodotto simile online, oppure carica un'immagine già salvata. Circle to Search opera allo stesso modo dal telefono.
Le immagini che attirano più traffico da Lens sono quelle ben definite, con soggetto netto e senza distrazioni di sfondo. Un'immagine di prodotto pulita su sfondo bianco o a contrasto alto funziona meglio di una foto ambientata con più elementi. Lens riesce a isolare il prodotto e trovarlo in cataloghi simili.
Se vendi abbigliamento o accessori, il traffico da ricerche visive è particolarmente rilevante. Un utente vede una borsa in strada e vuole trovarla online: carica la foto su Google Lens. Se le tue immagini di prodotto sono accurate, Lens può riconoscere il prodotto e mandare traffico.
Però c'è un però: Lens non garantisce il riconoscimento anche se la foto è perfetta. Dipende dal model training di Google Lens e dall'argomento. Scarpe, borse e abiti funzionano bene. Ricambi auto specifici, prodotti non standard, o categorie molto di nicchia faticano a essere riconosciute con precisione. Nel tuo report multimodale vedrai subito se il traffico da Lens è rilevante per te o marginale.
Circle to Search è la funzione che permette di cercare cerchiando, zoomando o toccando un elemento sullo schermo del telefono. È disponibile su dispositivi Android e funziona come uno strumento di ricerca visiva nativo. Un utente vede una pubblicità, un articolo o una foto sui social, circonda il prodotto e cerca. Il traffico arriva al tuo sito se il prodotto è nel catalogo di Google.
Il filtro multimodale in Search Console distingue il traffico da Circle to Search dagli altri tipi di ricerca visiva. Questo è importante perché Circle to Search ha un intento d'utente specifico: l'utente vede qualcosa che vuole, subito, ora. Il tasso di conversione da Circle to Search tende a essere superiore a quello da ricerche testuali generiche, perché l'utente è già interessato.
Se vedi che il CTR da Circle to Search è superiore a quello da Lens, significa che gli utenti che usano Circle to Search sono più propensi a cliccare. Questo suggerisce di investire più nella visibilità del prodotto su canali visuali: foto di qualità, presenze sui social visuali, integrazioni con Pinterest o immagini su Google Immagini.
La maggior parte del traffico da Circle to Search arriva da mobile, logicamente. Se il tuo sito non è ottimizzato mobile, perdi questa opportunità completamente. Verifica subito che le pagine prodotto carichino veloce e che le informazioni critiche (prezzo, disponibilità, CTA) siano visibili al primo scroll su telefono.
Ottimizzare per ricerche visive non significa stravolgere il tuo sito. Significa partire da piccoli accorgimenti.
Innanzitutto, nome file e alt text delle immagini contano. Un nome generico come "img_001.jpg" non aiuta Google a capire il contenuto. Rinomina le immagini con descrizioni chiare: "scarpa-running-blu-adidas.jpg" è meglio di "scarpa.jpg". L'alt text va scritto come se lo leggessi a una persona non vedente: "Scarpa da running Adidas colore blu con suola ammortizzante, vista da lato". Include il prodotto, il modello, il colore. Non per forzare keyword, ma per essere accurato.
Secondo: risoluzione e qualità. Le immagini sfocate, pixelate o di bassa qualità confondono Lens. Se vendi prodotti online, carica immagini ad alta risoluzione. Non serve 50 MB per foto, ma almeno 1200x1200 pixel per prodotto. Google indicizza immagini di qualità superiore e le mostra con più frequenza nei risultati visivi.
Terzo: contesto visivo. Se hai un ecommerce, crea almeno due versioni di ogni immagine prodotto: una su sfondo pulito (standard di industria) e una ambientata (utente che indossa, prodotto in uso, in contesto). Google Lens riconosce meglio su sfondo neutro, ma Circle to Search e ricerche visive da social traggono vantaggio dalle foto contestuali. Più versioni = più possibilità che Lens trovi il prodotto da diversi angoli.
Quarto: schema markup strutturato. Usa schema.org Product markup sul tuo sito. Includi URL immagine, prezzo, disponibilità, SKU. Google usa questi dati per velocizzare l'indicizzazione e migliorare la pertinenza nei risultati visivi.
Quinto: sitemap immagini. Se gestisci un catalogo grande (ecommerce con migliaia di prodotto), crea una sitemap XML dedicata alle immagini. Google le scopre più velocemente e le indicizza con priorità superiore. In Search Console, puoi caricare la sitemap immagini e monitorare lo stato di indicizzazione.
Google inizia a raccogliere dati non appena il filtro è disponibile nella tua Search Console. Però i numeri significativi arrivano dopo 2-4 settimane di traffico accumulato. Se il tuo sito riceve poco traffico da ricerche visive, potrebbe arrivarti un report con pochi clic anche dopo un mese. Detto questo, dai almeno 3 mesi ai dati prima di dichiara una strategia fallita.
No, non direttamente. Google non usa il traffico da ricerche visive per calcolare il ranking nelle ricerche testuali. Però conta indirettamente: se le immagini sono ottimizzate, il sito è più veloce, la struttura è migliore. Questi fattori migliorano il ranking generale.
Sì, puoi aggiungere una direttiva robots o metadata per bloccare Google Lens. Però non ha senso farlo se vendi online. È traffico extra, quasi gratis. Preferisci ottimizzare. Usa un blocco solo se hai motivi di business specifici (es. vendita limitata a negozi fisici).
Attualmente no. Circle to Search è una feature nativa di Android. Apple ha un sistema diverso per ricerche visive (Visual Lookup di Siri). Nel report multimodale di Search Console, il traffico da Circle to Search arriverà solo da dispositivi Android. Su iPhone, l'equivalente è più limitato.
Non c'è un benchmark universale, dipende dal settore. Un ecommerce di moda o accessori può aspettarsi un CTR multimodale del 3-5%. Un catalogo di ricambi auto o articoli non standard potrebbe avere CTR attorno all'1-2%. Usa il tuo CTR iniziale come baseline e prova a migliorarlo del 10% ogni trimestre con ottimizzazioni sulle immagini.
No, è la stessa indicizzazione. Google Immagini e Google Lens usano lo stesso catalogo di immagini. L'ottimizzazione per uno aiuta automaticamente l'altro. Non devi fare niente di speciale.
Il filtro multimodale in Search Console non è una feature opzionale: è lo strumento con cui misurare una componente crescente del traffico organico. Se vendi prodotti, specialmentse abbigliamento, accessori o oggetti riconoscibili visivamente, il traffico da ricerche visive rappresenta un'opportunità concreta. Google Lens e Circle to Search stanno diventando il modo standard con cui una frazione crescente di utenti cercano online.
Inizia pequeño: accedi a Search Console, attiva il filtro multimodale, osserva 30 giorni di dati. Identifica quali prodotti ricevono più impressioni visive e quale è il CTR medio. Poi muoviti su due fronti in parallelo: rinomina i file immagini e riscrivi l'alt text per i prodotto con più traffico visivo, e carica versioni di alta qualità dei tuoi prodotto top. Non serve un investimento enorme. Serve coerenza e monitoring mensile. Tra 3-6 mesi vedrai i primi risultati.
