Traffico da Google Lens in Search Console

Scopri il nuovo filtro multimodale in Search Console: come leggere il traffico da Google Lens, Circle to Search e ricerca per immagini.

01/10/26
Illustrazione editoriale astratta su analitiche di ricerca multimodale, flussi di dati visivi che si trasformano in una struttura di dashboard ordinata.
Christian Ray Lantieri
Illustrazione editoriale astratta su analitiche di ricerca multimodale, flussi di dati visivi che si trasformano in una struttura di dashboard ordinata.
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Google ha introdotto di recente il filtro multimodale in Search Console, uno strumento dedicato a chi gestisce cataloghi prodotti e vuole capire quanto traffico arriva da ricerche visive. Se il tuo ecommerce riceve visite da Google Lens, Circle to Search o ricerca per immagini, questo filtro ti permette finalmente di misurarle e ottimizzarle. Non è più un dato invisibile: il traffico c'è, e adesso puoi vederlo.

Il filtro multimodale separa le ricerche visive dalle ricerche testuali tradizionali. Significa che puoi rispondere a domande concrete: quanto traffico viene da chi fotografa un prodotto con il telefono? Qual è il tasso di conversione da Circle to Search? Quali immagini del tuo catalogo attirano più clic? Fino a pochi mesi fa, questi dati erano mescolati insieme. Ora puoi isolarli e decidere se investire di più nella SEO delle immagini.

In breve: il filtro multimodale in Search Console mostra il traffico che arriva da Google Lens, Circle to Search e ricerca per immagini. Per accedervi vai al report "Rendimento" e seleziona "Multimodale" dai filtri. L'utilizzo è identico agli altri rapporti: analizza le query visive, verifica quali immagini generano clic e CTR, identifica le opportunità di ottimizzazione. Non è obbligatorio utilizzarlo, ma per ecommerce, marketplace e cataloghi prodotti è diventato essenziale capire questa componente del traffico organico.

Dove trovare il filtro multimodale in Search Console

Il filtro multimodale si trova nel report "Rendimento", la sezione principale dove leggi impressioni, clic e CTR. Non è nascosto in un menu complesso: compare tra le opzioni di filtro, insieme a "Web", "Immagini", "Video" e "News".

Se non vedi ancora il filtro, verifica due cose. Prima: hai accesso come proprietario della Search Console property, non come utente con permessi limitati. Seconda: l'elenco proprietà è aggiornato e contiene almeno un mese di dati. Google ha distribuito il filtro a fasi, quindi potrebbe non essere visibile se la property è stata creata di recente.

Per attivarlo non serve nessun setup tecnico. Non c'è un tag speciale da aggiungere al sito, non devi fare richieste API: Google legge automaticamente le immagini già presenti sul tuo sito e su Google Immagini. Una volta che il filtro appare, è pronto all'uso.

Come leggere i dati multimodali nel report Rendimento

Quando selezioni "Multimodale", il report mostra query e pagine che hanno ricevuto clic da ricerche visive. La colonna "Query" non contiene parole, ma descrive come l'utente ha cercato. Vedrai diciture come "Ricerca per immagini: [descrizione]" oppure "Circle to Search: [object detected]". Google non rivela la foto esatta che l'utente ha caricato, ma ti dice il tipo di ricerca e il contesto.

Le metriche restano le stesse: impressioni (quante volte il tuo sito è apparso in un risultato visivo), clic (quanti utenti hanno toccato il risultato), CTR (percentuale di click-through). La differenza sostanziale è che questi numeri riguardano esclusivamente traffico visivo, non ricerche digitazione.

Presta attenzione al CTR da ricerche multimodali. Spesso è più basso rispetto alle ricerche testuali, perché l'utente sta già guardando un'immagine e deve essere più convincente portarlo al clic. Se il tuo CTR multimodale è sotto il 2%, è un segnale che le tue pagine prodotto potrebbero non comunicare il valore visivo con chiarezza.

La sezione "Pagine" ti mostra quali URL ricevono più clic da ricerche visive. Accanto scopri il numero di impressioni e il CTR specifico della pagina. Se una pagina di categoria riceve molte impressioni ma pochi clic, potrebbe significare che i visitatori trovano la foto interessante, ma la struttura della pagina o il testo non li convince a entrare.

Quali immagini attirano traffico da Google Lens

Google Lens funziona in due modi: l'utente fotografa un oggetto fisico (una scarpa, una lampada, un indumento) e cerca il prodotto simile online, oppure carica un'immagine già salvata. Circle to Search opera allo stesso modo dal telefono.

Le immagini che attirano più traffico da Lens sono quelle ben definite, con soggetto netto e senza distrazioni di sfondo. Un'immagine di prodotto pulita su sfondo bianco o a contrasto alto funziona meglio di una foto ambientata con più elementi. Lens riesce a isolare il prodotto e trovarlo in cataloghi simili.

Se vendi abbigliamento o accessori, il traffico da ricerche visive è particolarmente rilevante. Un utente vede una borsa in strada e vuole trovarla online: carica la foto su Google Lens. Se le tue immagini di prodotto sono accurate, Lens può riconoscere il prodotto e mandare traffico.

Però c'è un però: Lens non garantisce il riconoscimento anche se la foto è perfetta. Dipende dal model training di Google Lens e dall'argomento. Scarpe, borse e abiti funzionano bene. Ricambi auto specifici, prodotti non standard, o categorie molto di nicchia faticano a essere riconosciute con precisione. Nel tuo report multimodale vedrai subito se il traffico da Lens è rilevante per te o marginale.

Circle to Search e il traffico mobile

Circle to Search è la funzione che permette di cercare cerchiando, zoomando o toccando un elemento sullo schermo del telefono. È disponibile su dispositivi Android e funziona come uno strumento di ricerca visiva nativo. Un utente vede una pubblicità, un articolo o una foto sui social, circonda il prodotto e cerca. Il traffico arriva al tuo sito se il prodotto è nel catalogo di Google.

Il filtro multimodale in Search Console distingue il traffico da Circle to Search dagli altri tipi di ricerca visiva. Questo è importante perché Circle to Search ha un intento d'utente specifico: l'utente vede qualcosa che vuole, subito, ora. Il tasso di conversione da Circle to Search tende a essere superiore a quello da ricerche testuali generiche, perché l'utente è già interessato.

Se vedi che il CTR da Circle to Search è superiore a quello da Lens, significa che gli utenti che usano Circle to Search sono più propensi a cliccare. Questo suggerisce di investire più nella visibilità del prodotto su canali visuali: foto di qualità, presenze sui social visuali, integrazioni con Pinterest o immagini su Google Immagini.

La maggior parte del traffico da Circle to Search arriva da mobile, logicamente. Se il tuo sito non è ottimizzato mobile, perdi questa opportunità completamente. Verifica subito che le pagine prodotto carichino veloce e che le informazioni critiche (prezzo, disponibilità, CTA) siano visibili al primo scroll su telefono.

Ottimizzare le immagini per la ricerca multimodale

Ottimizzare per ricerche visive non significa stravolgere il tuo sito. Significa partire da piccoli accorgimenti.

Innanzitutto, nome file e alt text delle immagini contano. Un nome generico come "img_001.jpg" non aiuta Google a capire il contenuto. Rinomina le immagini con descrizioni chiare: "scarpa-running-blu-adidas.jpg" è meglio di "scarpa.jpg". L'alt text va scritto come se lo leggessi a una persona non vedente: "Scarpa da running Adidas colore blu con suola ammortizzante, vista da lato". Include il prodotto, il modello, il colore. Non per forzare keyword, ma per essere accurato.

Secondo: risoluzione e qualità. Le immagini sfocate, pixelate o di bassa qualità confondono Lens. Se vendi prodotti online, carica immagini ad alta risoluzione. Non serve 50 MB per foto, ma almeno 1200x1200 pixel per prodotto. Google indicizza immagini di qualità superiore e le mostra con più frequenza nei risultati visivi.

Terzo: contesto visivo. Se hai un ecommerce, crea almeno due versioni di ogni immagine prodotto: una su sfondo pulito (standard di industria) e una ambientata (utente che indossa, prodotto in uso, in contesto). Google Lens riconosce meglio su sfondo neutro, ma Circle to Search e ricerche visive da social traggono vantaggio dalle foto contestuali. Più versioni = più possibilità che Lens trovi il prodotto da diversi angoli.

Quarto: schema markup strutturato. Usa schema.org Product markup sul tuo sito. Includi URL immagine, prezzo, disponibilità, SKU. Google usa questi dati per velocizzare l'indicizzazione e migliorare la pertinenza nei risultati visivi.

Quinto: sitemap immagini. Se gestisci un catalogo grande (ecommerce con migliaia di prodotto), crea una sitemap XML dedicata alle immagini. Google le scopre più velocemente e le indicizza con priorità superiore. In Search Console, puoi caricare la sitemap immagini e monitorare lo stato di indicizzazione.

Checklist operativa per l'ottimizzazione multimodale

  1. Accedi a Search Console e verifica il filtro multimodale: Vai al report Rendimento, controlla se il filtro "Multimodale" è visibile. Se no, attendi la rollout di Google (procede gradualmente). Salva il link del report nei preferiti.
  2. Scarica il rapporto dei dati multimodali di 30 giorni: Filtra per "Multimodale", esporta in CSV impressioni, clic, CTR e pagine. Identifica quale pagina/prodotto riceve più traffico visivo. Nota il CTR medio: è il tuo benchmark di partenza.
  3. Analizza il traffico da Lens vs Circle to Search: Nel report, se disponibile, segrega i due tipi di ricerca. Vedi quale genera più impressioni e quale più clic. Circle to Search su mobile convertirà probabilmente meglio.
  4. Rinomina i file immagini prodotto: Per il 20% dei prodotti che ricevono più traffico multimodale, crea nomi file descrittivi. Usa il formato categoria-prodotto-colore-taglia, con trattini tra le parole. Fai un backup del vecchio nome per non rompere link interni.
  5. Riscrivi l'alt text di 50 immagini critiche: Parti da quelle che ricevono traffico visivo nel report. Descrivi il prodotto come lo diresti a voce: nome, caratteristiche visibili (colore, forma, stato), contesto se rilevante. Niente keyword stuffing, solo chiarezza.
  6. Carica o aggiorna le immagini ad alta risoluzione: Se il catalogo non è troppo grande (fino a 500 prodotti), considera un upload di versioni migliorate. Se il catalogo è grande, inizia con i 100 prodotti che generano più impressioni multimodali.
  7. Crea versioni contestuali delle immagini top: Per i 50 prodotti con maggior traffico, scatta o crea una foto ambientata (prodotto in uso, indossato, in contesto). Caricala come seconda immagine della pagina prodotto. Link alla sitemap immagini.
  8. Implementa schema Product markup: Se il tuo sito usa un ecommerce standard (Shopify, WooCommerce, Magento), il markup è spesso automatico. Verifica in Search Console > Rendimento > Risultati avanzati che non ci siano errori di markup. Se usi CMS custom, assicurati che il markup sia presente per ogni prodotto.
  9. Crea una sitemap immagini XML: Genera un file sitemap dedicato alle immagini del catalogo (includi URL immagine, titolo, URL pagina). Caricala in Search Console. Google la scoprirà entro 7 giorni e prioritizzerà l'indicizzazione.
  10. Ricordati di monitorare il report ogni 30 giorni: Usa il filtro multimodale una volta al mese e confronta i dati. Il traffico visivo di solito cresce lentamente (e irregolarmente). Cerca trend: se le impressioni salgono ma i clic calano, il CTR si è degradato. Se i clic salgono, le tue ottimizzazioni funzionano.

Gli errori da evitare

  • Ignorare il filtro multimodale perché il traffico sembra basso: Il traffico visivo parte dalle briciole. Non aspettarti il 30% del traffico totale dal primo mese. Dai a Google almeno 3 mesi di dati per giudcare il potenziale. Nel frattempo, migliora le immagini: i risultati arriveranno.
  • Caricare foto di bassa qualità per "risparmiare": Una foto pixelata o sfocata confonde Lens e non viene indicizzata correttamente. Risparmi pochi KB, ma perdi l'opportunità di traffico visivo. Non serve un fotografo professionista; serve una risoluzione adeguata e una messa a fuoco nitida.
  • Scrivere alt text generico o pieno di keyword: "Scarpa scarpa scarpa rosso rosso rosso" confonde Google e serve a nessuno. Scrivi l'alt text come una frase naturale e descrittiva. Includi la keyword solo se entra naturalmente nel contesto.
  • Pensare che la SEO delle immagini sostituisca la SEO tradizionale: Multimodale è un canale aggiuntivo, non alternativo. Continua a ottimizzare il testo, la struttura, i link, la velocità del sito. Le immagini amplificano i risultati, non li creano dal nulla.
  • Non aggiornare le immagini di prodotto vecchie o logore: Se nel catalogo ci sono foto con angolazioni bruttissime o colori saturi male, Lens le evita. Aggiorna almeno il 20% delle immagini ogni trimestre se il catalogo è stabile.
  • Ignorare Circle to Search se il traffico mobile è basso: Circle to Search cresce velocemente su Android. Se il tuo traffico mobile è sotto il 40%, è ancora poco; ma guarda comunque: potrebbe essere una sezione del pubblico che sta iniziando a usarla. Tra 12 mesi, crescerà.
  • Dimenticare di sottomettere la sitemap immagini: Se la sitemap è in Google Search Console ma non è sottomessa esplicitamente, Google la scopre comunque; ma il tempo aumenta. Sottomettila una volta, poi Google la rinvierà automaticamente.

Domande frequenti su Search Console multimodale

Quanto tempo ci vuole per vedere i dati multimodali nel report?

Google inizia a raccogliere dati non appena il filtro è disponibile nella tua Search Console. Però i numeri significativi arrivano dopo 2-4 settimane di traffico accumulato. Se il tuo sito riceve poco traffico da ricerche visive, potrebbe arrivarti un report con pochi clic anche dopo un mese. Detto questo, dai almeno 3 mesi ai dati prima di dichiara una strategia fallita.

Il traffico multimodale conta per il ranking SEO tradizionale?

No, non direttamente. Google non usa il traffico da ricerche visive per calcolare il ranking nelle ricerche testuali. Però conta indirettamente: se le immagini sono ottimizzate, il sito è più veloce, la struttura è migliore. Questi fattori migliorano il ranking generale.

Posso escludere il mio catalogo da Google Lens?

Sì, puoi aggiungere una direttiva robots o metadata per bloccare Google Lens. Però non ha senso farlo se vendi online. È traffico extra, quasi gratis. Preferisci ottimizzare. Usa un blocco solo se hai motivi di business specifici (es. vendita limitata a negozi fisici).

Circle to Search è disponibile su iPhone?

Attualmente no. Circle to Search è una feature nativa di Android. Apple ha un sistema diverso per ricerche visive (Visual Lookup di Siri). Nel report multimodale di Search Console, il traffico da Circle to Search arriverà solo da dispositivi Android. Su iPhone, l'equivalente è più limitato.

Come faccio a capire se il mio CTR multimodale è buono?

Non c'è un benchmark universale, dipende dal settore. Un ecommerce di moda o accessori può aspettarsi un CTR multimodale del 3-5%. Un catalogo di ricambi auto o articoli non standard potrebbe avere CTR attorno all'1-2%. Usa il tuo CTR iniziale come baseline e prova a migliorarlo del 10% ogni trimestre con ottimizzazioni sulle immagini.

Devo caricare immagini diverse per Google Immagini e Lens?

No, è la stessa indicizzazione. Google Immagini e Google Lens usano lo stesso catalogo di immagini. L'ottimizzazione per uno aiuta automaticamente l'altro. Non devi fare niente di speciale.

Il punto centrale

Il filtro multimodale in Search Console non è una feature opzionale: è lo strumento con cui misurare una componente crescente del traffico organico. Se vendi prodotti, specialmentse abbigliamento, accessori o oggetti riconoscibili visivamente, il traffico da ricerche visive rappresenta un'opportunità concreta. Google Lens e Circle to Search stanno diventando il modo standard con cui una frazione crescente di utenti cercano online.

Inizia pequeño: accedi a Search Console, attiva il filtro multimodale, osserva 30 giorni di dati. Identifica quali prodotti ricevono più impressioni visive e quale è il CTR medio. Poi muoviti su due fronti in parallelo: rinomina i file immagini e riscrivi l'alt text per i prodotto con più traffico visivo, e carica versioni di alta qualità dei tuoi prodotto top. Non serve un investimento enorme. Serve coerenza e monitoring mensile. Tra 3-6 mesi vedrai i primi risultati.

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