
Dal 2 dicembre 2026 chi pubblica contenuti generati interamente o in parte con l'intelligenza artificiale deve applicare una marcatura leggibile dalle macchine. Non è un'opzione: è un obbligo dell'AI Act europeo che tocca chiunque abbia un sito, un blog, un'app, un chatbot o pubblichi immagini e testi generati da sistemi AI. Se la tua PMI usa ChatGPT per articoli, Midjourney per le immagini o un chatbot per il customer service, dal 2 dicembre devi comunicarlo al lettore e ai motori di ricerca in un formato che le macchine possono leggere.
In breve: dal 2 dicembre 2026, l'articolo 50 dell'AI Act impone di etichettare qualsiasi contenuto (testo, immagine, video, audio) creato "totalmente o in larga misura" da un'IA. La marcatura deve essere leggibile dalle macchine, cioè inserita nel codice HTML della pagina, non solo visibile al lettore. Chi non adempie rischia sanzioni fino al 6% del fatturato globale. La tua responsabilità parte da subito: se un chatbot risponde ai clienti, se pubblichi testi generati da GPT, se usi immagini create con Midjourney, devi iniziare a tracciare questi contenuti e preparare il sito a leggerli correttamente dal 2 dicembre.
L'AI Act, il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, dedica l'articolo 50 alla trasparenza. Il testo è chiaro: chi immette sul mercato un contenuto sintetico generato interamente o in larga misura con un sistema di IA deve rendere evidente l'origine artificiale del contenuto. Non dice "avvisa l'utente": dice che il contenuto deve essere etichettato in modo leggibile dalle macchine, il che significa un markup HTML, non una semplice riga di testo in fondo alla pagina.
"Larga misura" non è definito con precisione in cifre, ma il principio è chiaro: se l'IA ha generato il contenuto, anche se tu l'hai poi editato, l'etichettatura è obbligatoria. Non vale "l'ho ritoccato un po'": la responsabilità ricade su chi pubblica, non sul grado di modifica.
La data del 2 dicembre è lo scadenzario dell'AI Act per questa norma. Da quel giorno:
Non tutti gli usi dell'AI richiedono etichettatura:
Il criterio è la pubblicazione: se il contenuto esce dal tuo controllo ed entra nel pubblico dominio (web, social, email a clienti), deve essere etichettato.
La marcatura leggibile dalle macchine non è un'opinione: è codice HTML. Ecco i metodi principali che funzioneranno dal 2 dicembre.
Meta tag HTML: il metodo più semplice è aggiungere un meta tag nella sezione <head> della pagina:
Oppure una versione più descrittiva usando schema.org:
Attributi HTML5: per contenuti specifici, puoi aggiungere un attributo direttamente sul tag:
Markup per chatbot: se il tuo sito ha un chatbot, la marcatura deve essere nel codice che consegna la risposta ai client. Se usi un servizio come Intercom o Drift, questi stanno aggiungendo l'opzione di marcatura automatica: verifica che sia attivata nelle impostazioni.
È rigida. A partire da quella data, l'AI Act entra in vigore per questa norma e chi non adempie è soggetto a controllo e sanzioni. Non c'è una tolleranza di mesi. Inizia da subito a prepararti.
Sì, se il punto di partenza è stato generato da IA, devi marcare. La legge dice "totalmente o in larga misura": anche il 20% di IA in un contenuto che poi hai modificato profondamente richiede marcatura. Gioca d'anticipo e marca tutto quello che ha toccato un'IA.
Meta, TikTok e X stanno sviluppando sistemi di etichettatura visibile (il badge "Made with AI"). Nel frattempo, se riposti un contenuto dal tuo sito al social, il meta tag del sito non lo segue. Dovrai usare i tool nativi della piattaforma una volta disponibili. Dal 2 dicembre, il sistema di etichettatura visibile del social sarà il tuo strumento principale.
Se il chatbot usa un LLM (Large Language Model) per generare le risposte, anche se partendo da template pre-scritti, è AI-generated. Se invece legge una risposta pre-codificata e non usa nessun modello di linguaggio naturale, non lo è. Sii franco: è quasi impossibile usare un chatbot moderno senza AI.
L'AI Act prevede sanzioni fino al 6% del fatturato globale per chi non adempie agli obblighi di trasparenza. Per una PMI piccola il calcolo potrebbe essere più mite, ma il rischio esiste. La Commissione europea ha già allertato le autorità nazionali di controllo: aspettati verifiche più frequenti dal 2 dicembre.
No. Se citi un contenuto generato da AI, la responsabilità di etichettatura ricade su chi ha creato e pubblicato il contenuto originale, non su di te. Tu devi però essere trasparente che è una citazione. È un'area grigia: quando dubbi, marca.
Dal 2 dicembre 2026, etichettare i contenuti generati da IA non è una scelta di marketing: è un obbligo legale. La marcatura deve essere leggibile dalle macchine, il che significa meta tag o attributi HTML nel codice della pagina. Non basta una riga di testo visibile. Se il tuo sito pubblica articoli, immagini, video o ospita un chatbot generato con IA, devi iniziare oggi a inventariare i tuoi contenuti e implementare il sistema di marcatura.
La buona notizia è che non è complesso: un meta tag o uno schema.org nel <head> della pagina risolve il problema per la maggior parte dei casi. Se usi WordPress o Webflow, troverai plugin e estensioni che lo fanno in automatico. Inizia ora, non il 2 dicembre: hai 11 mesi per mettere tutto in ordine senza stress.
