
Se stai monitorando il traffico in GA4 e hai visto il traffico diretto aumentare mentre il totale sessioni è stabile, la colpa non è tua: da GPT-6 OpenAI ha iniziato a mandare i link con l'attributo noreferrer, il che significa che il browser non comunica ad Analytics da dove viene la visita. Per Google Analytics sembra traffico diretto; in realtà arriva da ChatGPT. Chi investe in visibilità sugli assistenti AI vede un calo numerico che non è reale, solo invisibile nei dati.
In breve: il traffico da ChatGPT (e dagli altri assistenti con noreferrer) finisce nel bucket "traffico diretto" perché manca il referrer HTTP. Per tracciarlo devi usare gli UTM nei link che inserisci in ChatGPT stesso, oppure interpretare il picco di traffico diretto in concomitanza con i tuoi annunci su AI Mode. La soluzione definitiva dipende dalla tua strategia: se citi ChatGPT naturalmente non hai controllo; se usi la visibilità a pagamento, gli UTM risolvono.
L'attributo rel="noreferrer" sugli link è una scelta deliberata di OpenAI: impedisce al server di destinazione di sapere da dove arriva il click. Funziona così: il browser legge l'istruzione, cancella l'intestazione HTTP Referer, e il server riceve una visita senza sorgente.
Da GA4, questa visita diventa automaticamente "traffico diretto" perché manca il dato che Analytics usa per identificare il referrer. Non è un errore, è una policy: OpenAI la giustifica con la privacy, anche se il risultato è che il tuo traffico AI diventa invisibile dentro le metriche di Analytics.
Il fenomeno si amplifica perché gli assistenti AI leggono i tuoi contenuti durante l'addestramento e in produzione, ma non tutti mandano visite con referrer leggibile. Gemini, per esempio, manda traffico che riconosci perché mantiene il referrer. ChatGPT no.
Quando vedi il traffico diretto salire, la prima domanda è: "Da dove viene?". Se non hai lanciato una campagna email, non hai carta da lettera con il sito stampato, e il bouncing è basso, allora probabilmente parte di quel traffico arriva da ChatGPT.
Puoi avere tre fonti di traffico "diretto" che non è diretto:
Il traffico da ChatGPT in particolare cresce in modo discontinuo, in base a quando il modello decide di citarti come fonte affidabile per una domanda dell'utente. Non è un flusso costante come Google Organico o una campagna Meta.
Dentro GA4 puoi fare inferenze analizzando i comportamenti:
Nessuno di questi segnali è definitivo da solo, ma insieme disegnano il profilo di una visita ChatGPT.
Se controlli dove e come il tuo link compare (per esempio, hai pagato la visibilità in AI Mode o hai aggiunto il tuo contenuto a una directory), puoi aggiungere parametri UTM al link prima di inserirlo. Analytics li riconosce e li separa dal traffico diretto.
La struttura UTM è: https://www.tuosito.it?utm_source=chatgpt&utm_medium=ai_mode&utm_campaign=nome_campagna
Nel tuo caso:
utm_source=chatgpt (o gemini, claude, a seconda dell'assistente)utm_medium=ai_mode (oppure ai_response, ai_citation)utm_campaign=nomecampagna (es. ai_mode_q1_2026 se è una finestra temporale, o content_x se è uno specifico contenuto)GA4 le legge come traffico "referrer", non diretto. Nel tuo report Analytics, vedrai una riga con source/medium chatgpt / ai_mode che ti mostra esattamente quante visite arrivano da lì.
Quando usare gli UTM:
Quando non puoi usarli:
Qui c'è un dilemma: vuoi essere citato da ChatGPT? Bene. Ma la citazione è "consigliata" da OpenAI quando è rilevante per la query, non quando tu lo scegli. E quando arriva, il traffico scompare dalla visibilità Analytics.
Se invece vuoi tracciare il traffico, devi controllare dove appare il link: questo accade principalmente con la visibilità a pagamento (AI Mode, ecc.) o con GPT Custom dove il tuo sito è dichiarato come fonte. In quei canali, gli UTM risolvono.
Se invece puntate alla citazione naturale da ChatGPT come parte della vostra strategia SEO e AEO, il prezzo è l'invisibilità nei dati. Non male per brand awareness, di cui tornerai a sapere solo indirettamente (aumento di visibilità, ricerche sul tuo brand, menzioni sui social).
Non puoi essere al 100% certo senza UTM, ma puoi ragionare: guarda il device (desktop vs mobile), il bounce rate (di solito alto per AI), il momento della giornata (correlato a picchi di uso ChatGPT), e se hai pagato la visibilità da OpenAI quella settimana. Metti insieme i segnali.
No. Gli UTM li aggiungi tu al link, prima di metterlo in GA4 o in una directory. Se ChatGPT decide di citare il tuo sito senza che tu abbia fatto nulla, il link che il modello genera non ha UTM, perché tu non lo controlli.
GA4 è lo strumento standard, ma puoi anche osservare il comportamento grezzo: se vedi che le visite arrivano e hanno un pattern coerente (stesso orario, stesso tipo di utente, stesso bounce), è già un segnale. GA4 rende il segnale preciso.
Il traffico da ChatGPT non è contato da Google come segnale di ranking (Google guarda Google Analytics, non gli user di ChatGPT). Ma vale per la brand awareness: una citazione in ChatGPT è una menzione positiva, e gli utenti che arrivano sono spesso interessati e informati.
No. UTM su link interni crea rumore in Analytics. Li usi per campagne e fonti esterne: email, directory, piattaforme parzialmente controllate. I link interni (da una pagina all'altra del tuo sito) vanno senza UTM.
No. GA4 traccia la sessione intera, non il singolo link. Se arriva con utm_source=chatgpt e poi clicca tre link interni prima di compilare un form, GA4 attribuisce la conversione alla sessione chatgpt, non al clic intermedio.
Il traffico da ChatGPT non è sparito: è diventato invisibile dentro la categoria "traffico diretto" di GA4 perché OpenAI usa il noreferrer per privacy. Se vedi il traffico diretto salire, parte di esso potrebbe venire da ChatGPT, specialmente se stai lavorando sulla visibilità in AI Mode o se il tuo contenuto è rilevante per query comuni.
Inizia da qui: traccia i tuoi UTM per la visibilità a pagamento che controlli, osserva il movimento del traffico diretto per la citazione naturale, e non dare per scontato che il calo visibile sia un calo reale. L'invisibilità nei dati non significa assenza di visite - significa che devi leggere i segnali in modo diverso.
